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La catena del freddo nel settore farmaceutico: logistica e salute
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La cold chain nel settore farmaceutico: logistica e salute

In questo momento storico è cresciuta senza precedenti l’urgenza di far fronte alla distribuzione di vaccini su vasta scala, ciò ci dà l’occasione di parlare dell’innovazione associata alla logistica di prodotti che necessitano di particolari condizioni di temperatura. In particolare, ci riferiamo alla catena del freddo applicata allo stoccaggio e al trasporto farmaceutico.
 

Il settore della logistica farmaceutica è in continua evoluzione, ricco di criticità e di obblighi da rispettare riguardo le condizioni igieniche. Monitorare la temperatura dei farmaci non permette solo di mantenere standard di qualità elevati come accade per altri tipi di merci, ma è essenziale per garantire il funzionamento dei prodotti evitando il loro deperimento, il quale metterebbe a repentaglio la salute delle persone. 


L’importanza di non interrompere la catena del freddo

L’importanza del mantenimento della catena del freddo lungo la filiera logistica è salita alla ribalta con l’avvento dei vaccini anti-covid19. Questo tipo di sostanze è altamente deperibile e molto sensibile agli sbalzi di temperatura. I vaccini necessitano pertanto di valori di temperatura di conservazione specifici, solitamente fra i -15 e i -25 °C, con indicazioni in alcuni casi di standard che arrivano fino a -70 °C. Questa classe di farmaci non è l’unica sensibile alla temperatura, in generale, per quanto riguarda la catena del freddo applicata ai medicinali, abbiamo un range di temperatura di mantenimento che va da -2 a -7 °C per diversi tipi di principi attivi.
 

Interrompere la catena del freddo in ambito farmaceutico può incidere sulla salute delle persone e un abbassamento della temperatura può essere critico tanto quanto un innalzamento, portando al decadimento delle capacità terapeutiche e ad un aumento delle proprietà tossiche del farmaco.
 

Per rispettare tali parametri, la cold chain deve andare ben oltre l’utilizzo di frigoriferi nella fase di trasporto. Essa si basa su profili professionali, veicoli coibentati, punti di interscambio e stoccaggio, il tutto attrezzato per una logistica di alto profilo. È richiesto un report della temperatura alle quali è soggetta la merce lungo tutto il percorso e ci sono anche hardware specifici per quella che viene definita logistica dell’ultimo miglio. 
 

Inoltre, nell’ultima decade si è sviluppata un’infrastruttura digitale nella quale connettività e software hanno un ruolo centrale. Specialmente nel monitoraggio dello stato di funzionamento dei singoli impianti, nella valutazione delle modalità con cui vengono gestite le varie fasi del processo e, non ultimo, dell’individuazione in maniera univoca dei colli di bottiglia, dei rallentamenti e dei guasti. Si tratta quindi di un approccio gestionale costituito da una serie di componenti che lavorano all’unisono.


Uno sguardo verso il futuro

Quello che tutte le aziende stanno tentando di introdurre sempre di più anche in questo settore è un sistema di tracciamento che permetta di seguire il prodotto in tutte le fasi.
 

Ultimo rilevante step è rendere consapevole del processo chi utilizza il prodotto. Gli esempi più frequenti sono gli anziani o coloro che, per malattie croniche e situazioni di immuno-compromissione (ad esempio le persone che hanno subito un trapianto o i pazienti oncologici), necessitano di sostegno farmacologico a vita. Questo compito non può essere portato avanti solamente dalle case farmaceutiche e dai medici, ma necessita del contributo anche di chi si occupa della loro logistica. Il tramite attraverso cui il prodotto arriva all’utilizzatore è responsabile nel renderlo consapevole dell’importanza delle condizioni e controlli alle quali è sottoposto il medicinale, fase per fase. 

Questi spazi di approfondimento sono funzionali e fondamentali per tale scopo. Uno strumento utile per far comprendere quanto sia importante affidarsi a professionisti del settore, non solo per lo stoccaggio ed il trasporto sulle lunghe distanze ma anche per la gestione dell’ultimo miglio. Un passaggio fondamentale per la logistica di un bene fortemente deperibile, uno dei tanti aspetti concatenati e imprescindibili della logistica farmaceutica.

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